Occupazione suolo pubblico

L’occupazione del suolo pubblico riguarda esclusivamente l’autorità comunale. Si parla di occupazione di suolo pubblico, quando un privato cittadino, un’azienda, usufruiscono di spazi pubblici per determinate attività.
L’utilizzo del suolo pubblico può essere a pagamento: chi ha bisogno di questi spazi deve rivolgersi alle autorità comunali e sottostare al regolamento vigente. Alcune occupazioni sono a titolo gratuito, altre necessitano del pagamento di una tariffa che varia da comune a comune. Il pagamento delle tariffe sono variabili anche in riferimento allo spazio richiesto e alla durata dell’occupazione.

Tipologia delle occupazioni di suolo pubblico

Esistono due tipologie di occupazione suolo pubblico.

Esse possono essere:
– permanenti. Si dicono occupazioni permanenti quando la loro durata è superiore a un anno.
– temporanee. Si dicono occupazioni temporanee quando la loro durata è inferiore a un anno.

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Pagamento dell’occupazione del suolo pubblico

Il più delle volte per richiedere l’occupazione di un’area o di uno spazio pubblico esiste una tariffa da pagare. In genere sono poco esose, specie se si tratta di occupazioni temporanee. La tariffa è variabile, a seconda della grandezza dello spazio da occupare e della durata. Nel caso di richiesta per un trasloco, si parla di poche decine di euro, compresi i bolli. Se la richiesta riguarda solo poche ore di occupazione, è a titolo gratuito. La tassa di occupazione si paga al comune o alla provincia “proprietaria” dello spazio, ed è dovuta da chi richiede la concessione, o da chi di fatto ne usufruisce (la ditta di traslochi richiede l’autorizzazione; il cliente è tenuto a pagare).

Regolamenti

Se lo spazio che vi è necessario si trova a cavallo di tratte stradali provinciali o statali, che insistono su centri abitati con una popolazione superiore a 10.000 abitanti, il permesso di occupazione va richiesto a tutti i comuni implicati.
L’occupazione di suolo pubblico è regolamentato da varie legislazioni:

  • – Codice della Strada
  • – D.Lgs. 15 novembre 1993, n. 507;
  • – D.Lgs. 28 dicembre 1993, n. 566;
  • – L. 28 ottobre 1994, n. 596;
  • – L. 29 marzo 1995, n. 95;
  • – L. 28 dicembre 1995, n. 549;
  • – L. 25 marzo 1997, n. 77;
  • – L. 15 maggio 1997, n. 127.

La richiesta per l’occupazione di suolo pubblico

Una volta bisognava recarsi in Municipio per ottenere le informazioni che riguardavano l’occupazione di suolo pubblico. Oggi basta connettersi al portale del comune interessato dalla richiesta per ottenere le informazioni e la modulistica da presentare. In caso di trasloco, la richiesta può essere fatta dal cliente direttamente. Se la ditta scelta offre anche il servizio di disbrigo pratiche burocratiche, allora puoi affidarle tutte le autorizzazioni necessarie.
I permessi di occupazione possono riguardare anche uno spazio privato, che hanno una servitù di passaggio pubblico.

I tempi per l’ottenimento dell’autorizzazione

Sui tempi di ottenimento dell’autorizzazione a occupare uno spazio pubblico,  vi è difformità. Ogni comune ha il proprio regolamento sul tempo minimo per la richiesta. Molto dipende anche dalla durata dell’occupazione. In genere, trattandosi di un trasloco, la richiesta di permesso viene evasa anche in 24 ore. E’ lo stesso tempo in cui va comunicata l’apposizione di cartelli stradali per il lavoro a farsi.

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